Riforma Fiscale

Di per sé l'attualità di una dottrina non basta a darle titolo di credibilità. Chi si lascia condurre dalla moda del pensiero, dall'opinione di massa, spesso non si accorge della propria attitudine servile: si esalta nelle parole, nelle idee altrui, nelle opinioni comode, nella rinuncia ad uno sforzo mentale proprio, nel godimento di essersi affrancato dalla mentalità del proprio ambiente, spesso non privo di sapienza, e di esperienza, e di lasciarsi portare dalle idee trionfanti: e si crede libero! E non s'avvede d'un'altra debolezza: che le idee trionfanti nel tempo, col tempo possono mutare, e mutano di fatto; egli si espone perciò a smentite e a delusioni di domani; sorriderà forse allora di sé stesso, o forse meglio rimpiangerà d'aver abbandonato il timone della propria personalità a mani e cervelli altrui, d'essere un uomo mancato, d'aver camminato al buio. Riflettano le persone intelligenti. Riflettano i giovani. Riflettano i lavoratori. Tutti dobbiamo riflettere. Oggi specialmente, Quando l'idea di "progresso", di autosufficienza umana, subisce una crisi paurosa, e trova proprio nei suoi fedeli operatori i contestatori più fieri e più disperati. Parole di Paolo VI°. In un mondo dove la globalizzazione ha ucciso le speranze e ha unificato le idee, noi abbiamo quell'obbligo morale e materiale di tentare, almeno, di avere dei pensieri diversi. Noi abbiamo l'obbligo di dimostrare ai nostri governanti che il sistema lo si può cambiare e migliorare. Se questo non proveremo a farlo, allora non potremo lamentarci di ciò che accadrà ma, lo dovremo subire in silenzio.

Ciò che di seguito verrà illustrato è una riforma del nostro sistema fiscale. Questo nuovo modello è stato studiato seguendo dei principi: il primo è il rispetto della nostra Costituzione, il secondo eliminare il principio d'imposizione che nel tempo ha prodotto disuguaglianze, il terzo è la collaborazione tra stato e cittadino, inserendo come modello la contribuzione dei propri doveri verso la comunità. Sino ad oggi il modello in essere ha prodotto crisi e miseria e le ricette adottate sono miseramente fallite, quindi l'esigenza di riformare e cambiare diventa un elemento di vitale esigenza. Il valore di questa proposta è la sua fattibilità, basta volerlo. La proposta si suddivide in quattro parti, tutte collegate tra loro, questo è stato necessario per meglio bilanciare le entrate e le uscite dell'apparato pubblico, diminuire la burocrazia e bilanciare i rapporti tra lavoratori e le imprese, infine, due elementi congiunti tra loro le liti giudiziarie e l'organizzazione della riscossione dei tributi.

Lavoratore - Fisco Il lavoratore dovrà avere la possibilità di scegliere a chi affidarsi per le cure dei propri interessi e della futura maturanda pensione. Con il monopolio di I.N.P.S ed I.N.A.I.L., il lavoratore e l'impresa sono costretti ad accettare incondizionatamente le imposizioni dei suddetti enti, con regole e norme peggiorative e non sono contestabili. Se invece, con azione obbligatoria, dessimo la possibilità di scegliere quale tipo di assistenza avere, se totalmente statale o mista, noi potremmo, con regole certe e semplici, mettere in concorrenza i proponenti del servizio riportandoli al loro compito originario. Questo sistema diminuirebbe il costo del lavoro. Gli oneri sociali non dovranno superare il 35% della paga lorda, e saranno suddivisi In due parti: il 10% a carico del lavoratore, il 25% a carico delle aziende. Il sistema potrà avere due scelte: tutto statale o misto, in entrambi i casi sia il lavoratore che l'impresa dovrà comunicarlo agli uffici preposti del Ministero del Lavoro. Quando un lavoratore sia dipendente o libero professionista inizia la sua vita lavorativa, dovrà sottoscrivere un contratto con gli enti preposti, al fine che a questo soggetto non gli vengano cambiate le regole iniziali. Il sistema sarà basato sulla contribuzione versata. Più versi, più potrai godere dei benefici. Agli enti sarà fatto divieto di usare i denari versati in speculazioni borsistiche e quant'altro. Potranno utilizzarli per l'acquisizione di Titoli di Stato o in immobili e in quant'altro generi reddito sicuro.

La paga del lavoratore/dipendente dovrà avere un minimo salariale, al disotto del quale non si potrà scendere, pena l'annullamento automatico del contratto/accordo. Tale minimo sarà da definire con le parti sociali. La busta paga del lavoratore dovrà essere semplificata in tutte le sue parti e sarà così formulata: paga lorda, meno gli oneri sociali, più tutte le retributive contrattuali spettanti. Il lavoratore dovrà versare la tassazione a Lui spettante il mese successivo all'incasso dello stipendio, questo versamento dovrà essere effettuato presso le esattorie locali o presso un istituto Bancario, i quali certificheranno il versamento.

Come calcolare l'importo da versare? Il calcolo dell'importo da versare sarà determinato nelle seguenti modalità: imponibile lordo, meno gli oneri sociali, meno il 40% dell'imponibile speso, tramite acquisti certificati. Un elemento di certificazione potrebbe essere che, al momento del pagamento, si faccia passare il proprio codice fiscale alla cassa, così che, sullo scontrino o su altro titolo di pagamento, venga impresso il proprio codice, onde evitare usi e abusi. Esempio: lordo pari a 100, meno 10% oneri sociali, imponibile lordo pari a 90%, meno il 40% dell'imponibile speso: percentuale portata in detrazione pari a 36%, imponibile a tassazione 54%.

Scaglioni d'appartenenza:

  • Da 0 euro a 15.000,00 euro annui; aliquota del 5%.

  • Da euro 15.000,00 a euro 30.000,00 annui; aliquota del 15%.

  • Da euro 30.000,00 a euro 60.000,00 annui; aliquota del 23%.

  • Da euro 60.000,00 a euro 120.000,00 annui; aliquota del 27%.

  • Da euro 120.000,00 ed oltre annui; aliquota del 33%.

I contratti di lavoro dovranno essere di due tipi: uno per i dipendenti del privato, l'altro per i dipendenti pubblici. Nel privato, ci dovranno essere solo ed esclusivamente due tipologie contrattualistiche, uno produttivo, due terziario. Da definire quali categorie lavorative inserire nel primo o nel secondo. Nel pubblico, ci dovranno essere solo ed esclusivamente due tipologie di contratto; uno tecnico/amministrativo, nel secondo le restanti figure lavorative, anche qui da definire le categorie d'appartenenza. Si dovranno modificare le leggi specifiche che regolamentano il comparto lavoro: esempio, codice civile, penale e diritto del lavoro, al fine di avere la massima tutela per l'impresa ed il lavoratore.

Aziende e Fisco Nel segmento industriale piccole e medie imprese, liberi professionisti, commercio e quant'altro rientri nelle libere professioni, si potrebbero adottare i seguenti provvedimenti: dedurre o detrarre dal proprio fatturato lordo le spese atte e necessarie per il buon funzionamento delle loro attività. Tutti i tributi già versati, inerenti all'attività stessa, potranno essere dedotti. L'I.V.A., verrà versata con il reale incasso delle fatture, accertamento eseguito da un Istituto Bancario. La tassazione sui redditi d'impresa, dovrà essere calcolata al netto del reale guadagno: incasso meno spese, detrarre gli oneri fiscali già pagati, tassazione sugli utili reali.

Tutti i Titolari d'impresa e le varie figure ad essi collegati, vedi amministratori delegati, presidenti di C.d.A. ed altro, dovranno, a loro discrezione, per quanto riguarda l'importo, dotarsi di una busta paga, così potranno a sua volta avere la possibilità di scegliere quale sistema previdenziale adottare. La scelta, come nel caso del lavoratore/dipendente, dovrà essere obbligatoria, come di conseguenza la comunicazione agli Enti preposti. Con il nuovo criterio, la tassazione sulla busta paga, avrà il medesimo trattamento come il lavoratore/dipendente. Deduzione/detrazione del 40% di tutte le spese atte al sostentamento per se e per la propria famiglia.

La tassazione sui guadagni netti, proventi da lavoro d'impresa, avranno tre aliquote e saranno le seguenti:

  • Da euro 0 a euro 30.000,00 annui; 15%

  • Da euro 30.000,00 a euro 120.000,00 annui; 25%

  • Da euro 120.000,00 ed oltre annui; 33%.

Tutti i proventi d'impresa, investiti in azienda e certificati, avranno uno sgravio del 50% dell'aliquota d'appartenenza. Dovranno essere agevolate, sia in termini fiscali che burocratici, tutte le aziende che non trasferiranno le loro produzioni all'estero, tali agevolazioni, potranno essere compensate con bonus o quant'altro, tutti da definire. I guadagni netti d'impresa, dopo aver pagato i tributi spettanti e dopo avere detratto tutte le spese regolarmente certificate, pagheranno la tassazione a loro spettante, senza che quel reddito faccia cumulo con altri. Ogni fonte di guadagno, avrà una tassazione autonomia, secondo scaglione d'appartenenza.

Gli interessi sui Titoli di Stato non avranno alcun tipo di tassazione, esclusi quei Titoli acquistati dagli Istituti Bancari, se questi ultimi verranno acquistati per far riserva, con lo scopo di far credito alle famiglie ed alle imprese, con tassi agevolati, non subiranno alcun tipo di tassazione, verranno tassati gli acquisti di Titoli, quando questi sono oggetti di pura speculazione. L'aliquota di tassazione sarà da definire. La tassazione sulle rendite finanziare e sulle speculazione di borsa o quant'altro, avranno un'aliquota del 25% (media derivata della tassazione programmata e prevista dalla presente proposta).

La casa di prima abitazione, dove il proprietario ha la residenza e il domicilio, non dovrà pagare alcuna tassa, purché questa non abbia una valutazione reale di mercato superiore ad un milione di euro (1.200.000,00), superato il quale si applicheranno aliquote da definire, tutte le spese sostenute per il mantenimento della struttura abitativa, potranno essere portate in detrazione pari alla misura del 40%, a prescindere dalla normativa prevista per la ristrutturazione energetica e comunque sempre certificati nei pagamenti da un Istituto di Credito, nei casi in cui i lavori di ristrutturazione superino una determinata cifra. Per gli immobili ad uso produttivo occupati da una qualsiasi tipologia di lavorazione non sarà prevista alcuna tassazione. Per gli immobili sfitti si applicherà una tassazione minima da definire che aumenterà se gli stessi risulteranno sfitti per lungo tempo. I Comuni potranno facilitare il cambiamento della destinazione d'uso, anche per quello abitativo, tutto per facilitare l'uso e la fruizione dell'immobile stesso. Per tutti coloro che affitteranno con contratti calmierati, le diverse tipologie d'immobili e i loro cambiamenti d'uso, avranno una tassazione forfettaria del 25% senza altro aggravio fiscale.

Nei casi di compravendita d'immobili di qualsiasi tipo i venditori al momento dell'incasso pagheranno una tassa sull'incasso avvenuto, quindi, quando ci sarà il passaggio di proprietà, il venditore pagherà una percentuale economica da determinarsi in funzione del valore reale dell'immobile ceduto/venduto come tassazione unica sulla cifra incassata. Gli immobili dovranno avere valutazioni reali di mercato che saranno certificate da soggetti riconosciuti per titoli e qualifica dalle autorità competenti. Gli immobili non avranno altri tipi di valutazione, vedi: rendite catastali (il catasto potrà essere abolito) e le competenze per le varie certificazioni di qualsiasi tipo e origine/provenienza, comprovante la reale proprietà, confini, lavori di modifica ed eventuali cambi di proprietà, dovranno essere trasferiti per Competenza agli uffici comunali preposti.

Tutti i professionisti abilitati a certificare compravendite, bilanci aziendali, compilazioni di modelli d'attestazione di reddito personale e tutto ciò che comprovi una qualsiasi rendita, saranno responsabili delle varie dichiarazioni e delle certificazioni. Tale responsabilità sarà contestuale con il soggetto/cliente, il rapporto fiduciario sarà regolato da un attestato di pagamento, che dovrà essere allegato alle dichiarazioni effettuate.

Il concetto basilare di codesta riforma fiscale è di passare da un sistema impositivo ad un sistema collaborativo, per avere una giusta ed equa tassazione. Necessita che lo Stato metta nelle condizioni il cittadino di non commette errori, che molte volte vengono commessi in buona fede. Perciò servono leggi chiare e semplici. Facilitare tali oneri diventa una priorità assoluta. I bilanci delle aziende private e pubbliche, come le dichiarazioni dei redditi privati, dovranno essere semplificati in tutte le loro parti, al fine di avere la certezza delle dichiarazioni stesse. Questo permetterà alle autorità competenti per gli eventuali controlli di essere facilitati, dove il controllo stesso si baserà sulla certezza e non sulla supposizione di qualche illecito, l'eventuale illecito, laddove si scoprisse, dovrà essere certo e non presunto.

PRINCIPI DI NATURA LEGALE Tutte le controversie, che vedono contrapposti due soggetti ben definiti, dovranno essere risolte tramite conciliazione, entro e non oltre i 20 giorni successivi alla contestazione, la quale dovrà essere comprovata con raccomandata A/R, o con la comunicazione di avvenuto deposito della contestazione presso l'organo di conciliazione. Se le parti non dovessero trovare un accordo, le pratiche inerenti alla contestazione e/o richieste di eventuali danni dovranno essere trasferiti al Tribunale ordinario competente. Il Giudice preposto, tenendo conto del parere del conciliatore, soggetto terza, dovrà emettere sentenza entro e non oltre i 90 giorni successivi al mancato accordo. Le spese e gli oneri tutti saranno a carico della parte pendente. Tale procedura dovrà essere applicata, anche, nelle controversie tra pubblico e privato.

VERSAMENTI E RISCOSSIONI Tutti i tributi dovranno essere versati presso le esattorie locali d'appartenenza o tramite Istituti Bancari, i quali provvederanno a versare i dovuti alle varie esattorie. L’Agenzia di riscossione, dovrà essere dismessa, nel frattempo, tutte le cartelle esattoriali in essere, dovranno essere bloccate e rimodulate, con le seguenti modalità: imponibile d'imposta da pagare, più gli interessi legali in corso, il pagamento diluito in 10 (dieci) anni a tutti nessuno escluso. Tale agevolazione non dovrà precludere l'incasso da parte dello Stato, nel caso del mancato pagamento di 5 (cinque) rate, l'Ente preposto all'incasso delle somme dovute, (esattorie locali), procederà all'incasso forzoso, sempre tramite l'organo di conciliazione. Prima dell’incasso forzoso, l’Ente accertatore, dovrà verificare perché sussista uno stato di crisi da parte del contribuente.

ACCERTAMENTI E CONTROLLI Gli operatori degli Enti preposti per i vari controlli dovranno, durante la prima fase degli accertamenti, essere propositivi e concilianti, almeno nella fase iniziale della verifica, e non sanzionatori come accade oggi. Se poi, nei controlli successivi, si riscontra la mala fede del controllato, allora e solo in quel caso, la sanzione è d'obbligo. Nei casi in cui, il controllato, durante la sua attività lavorativa, tiene una condotta fraudolenta perpetua, con lo scopo di un arricchimento illecito, il soggetto dovrà essere perseguito penalmente con le leggi vigenti o modificate, e nel caso che questo venisse condannato, dopo regolare e giusto processo, dovrà per intero scontare la condanna. Alle società, che durante i controlli dovessero omettere o impedire i controlli, saranno denunciate alle autorità competenti. Tale modifica nei e durante, la fase iniziale dei controlli, gli operatori preposti dovranno consigliare ed essere collaborativi con i controllati, e qualora si dovessero riscontrare delle anomalie commesse in buona fede, invitare il soggetto a mettersi in regola in tempi ragionevoli concordati con l'accertatore.

Con codesta nuova modalità, che dovrà essere normata, lo Stato tramite i suoi addetti preposti, potrà intraprendere la via della conciliazione. lo Stato deve diventare amico del cittadino, rimettere in essere il patto di fiducia reciproca è un passo obbligato, cosa che oggi, con gli inasprimenti degli accertamenti e delle sanzioni, il cittadino cerca in tutti i modi di difendersi da un nemico che tale non dovrebbe essere. Nessun Ente di natura statale, vedi. l.N.P.S., l.N.A.l.L., AGENZIA DELL'ENTRATE e quant'altro sia abilitato alla riscossione dei tributi, potrà chiedere il fallimento del moroso. L'intento dello Stato è quello di recuperare le cifre dovute, se invece si fa morire col fallimento il debitore, difficilmente si possono recuperare i denari mancanti, anzi, gli enti preposti dovranno capire il perché del mancato pagamento. Tutte le normative in essere di calcolo supposto o ipotetico reddito, dovranno essere aboliti, vedi: studi di settore, redditometro e quant'altro serva per ipotizzare un reddito. l'abolizione è necessaria in quanto, rispettando il diritto Costituzionale, le tasse si dovranno applicare sul principio della reale capacità contributiva del contribuente, rispettando la fase crescente che questo avrà durante la sua vita lavorativa.

La presente proposta di Riforma Fiscale, non potrà essere operativa se questa non ha una funzione strutturale del sistema in genere. Pensare di poter risolvere i problemi del Paese con una semplice riforma fiscale e non pensare strutturalmente per riassettare il sistema pubblico, il quale dipende essenzialmente dalle entrate fiscali, la riforma stessa, pur genuina che possa essere, ed anche, volendo rispettare la buona fede di chi la vorrà applicare, quindi trasformarla in legge dello Stato, non potrà dare effetti benefici se non verranno applicate delle modifiche nell'apparato di pubblico servizio. Quindi, si rende necessario inserire nella proposta sino a qui formulata, dei principi di rinnovamento nel comparto della pubblica amministrazione. Oltre a ciò, bisognerà emanare leggi chiare e semplici, immediatamente applicabili, alle quali non serviranno gli oramai, famosi, decreti attuativi, i quali, questi ultimi, molte volte stravolgono i principi originari delle leggi stesse. Oltre a ciò, non ci dovranno essere le famose circolari ministeriali interpretative, in poche parole: LEGGI CHIARE E SEMPLICI.

PROPOSTA DI RIFORMA DEL COMPARTO PUBBLICO

  • Art 1. Tutti i cittadini devono contribuire al buon funzionamento della Nazione, secondo le loro reali capacità finanziarie e di guadagno.

  • Art 2. Il cittadino è sovrano nel funzionamento e alla conduzione della Nazione, pertanto nuove imposte fiscali, deroghe, una tantum a scopo o altre forme aggravanti della pressione fiscale, dovranno essere condivise dai cittadini stessi mediante referendum confermativi.

  • Art 3. Tutti i membri che compongono le assemblee parlamentari: Camera, Senato, Consigli Regionali, Consigli Provinciali e Consigli Comunali, devono e dovranno essere espressione diretta del cittadino, previa selezione primaria, in caso di più candidati nello stesso schieramento partitico.

  • Art 4. Tutti i candidati, devono essere espressione territoriali, al fine di poter meglio rappresentare l'elettorato ed essere portatore delle istanze del luogo di elezione.

  • Art 5. Si fa divieto ad un candidato di essere presente in più circoscrizioni, al fine di garantire al meglio la democrazia e l'espressione del voto territoriale. A tale proposito, le direzioni dei vari gruppi partecipanti alle consultazioni elettorali, potranno suggerire e non imporre.

  • Art 6. L'ordinamento fiscale dovrà essere regolato secondo legge unica e non sostituibile, se non previa consultazione popolare. ll programma di funzionamento della Nazione sarà regolato da leggi ordinarie" La gestione straordinaria sarà subordinata al consenso di almeno 2/3 dei rami parlamentari. Per gestione straordinaria, si intende il non cambiamento delle leggi fiscali.

  • Art 7. Ogni cittadino dovrà autonomamente provvedere al pagamento delle imposte, presso le agenzie Comunali di riscossione.

  • Art 8. Ogni Comune provvederà al trasferimento, in base alla quota di appartenenza ai vari enti di gestione, Provincia, Regione e Stato Centrale.

  • Art 9. L'equità fiscale deve essere priorità assoluta per i cittadini. Il dovere al mantenimento di dette regole, deve essere garantito dal cittadino eletto dal popolo, che come rappresentante, dovrà avere un emolumento di euro 7.000,00 (settemila) netti al mese se appartenente alla Camera, di euro 8.000,00 (ottomila) netti al mese se appartenenti al Senato. Presidente della Camera, Presidente del Senato, Presidente del Consiglio, Ministri ed altre figure istituzionali, di natura elettiva, atte al funzionamento dello Stato/Nazione, non avranno diritto ad alcuna indennità supplementare.

  • Art 10. Tutte le cariche di funzione pubblica non politiche, non dovranno superare il compenso netto di euro 12.000,00 (dodicimila) al mese.

  • Art 11. Tutti i funzionari pubblici non potranno avere il doppio o più incarichi, compreso i docenti universitari o altri professionisti con mandati attivi nella pubblica amministrazione.

  • Art 12. Tutti i funzionari collocati a riposo (in pensione), se non in caso d'urgenza o estrema necessità, non potranno ricoprire incarichi pubblici, se non come espressione del popolo nelle consultazioni elettorali. In caso di elezione, l'indennità pensionistica verrà sospesa, sino alla fine del mandato.

  • Art 13. Tutti i dipendenti pubblici che svolgono mansioni di utilità generale, escluso gli eletti, dovranno obbligatoriamente sostenere ogni 3 (tre) anni, corsi d'aggiornamento con valutazione di merito per un eventuale riconoscimento professionale, (innalzamento di carriera), e attestato di benemerenza, si dovrà reintegrare il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana.

  • Art 14. Tutti i cittadini devono avere eguali diritti e doveri, nessun ente o agenzia Statale potrà avere un comportamento predominante di assolutismo nei confronti dei contribuenti.

  • Art 15. Codesta legge e/o proposta, ribadisce la sovranità popolare elemento cardine della società, nel contempo, il popolo dovrà rispettare tutti i simboli che determinano la Nazione Italia, i loro funzionari e coloro che dovranno far rispettare le leggi, (forze dell'ordine), e gli ordinamenti in essere.

VANTAGGI PER IL PAESE E LA POPOLAZIONE Che si dica, i vantaggi saranno notevoli e porteranno nelle casse dello Stato Italiano, una somma (nel primo anno d'applicazione) pari se non superiore ai 60 (sessanta) miliardi di euro in più all'anno, quando verrà applicata totalmente i vantaggi saranno superiori, soprattutto negli investimenti, oggi mancanti per via di una serie di strozzature burocratiche e di esagerata oppressione fiscale. Se fossimo in grado di applicare la proposta sino a qui esposta, potremmo diminuire la pressione fiscale e la burocrazia, tale condizione potrebbe richiamare nel nostro Paese nuovi investitori, senza svendere i nostri gioielli per presunte necessità, tutelare il patrimonio Nazionale è un dovere per ogni cittadino italiano.

Con la riformulazione degli incassi da parte dell’Agenzia di Riscossione (ente da sopprimere) e di altri Enti, nelle casse dello Stato entrerebbero circa 15 (quindici) miliardi di euro in più, rispetto ad oggi. Con questo sistema potremmo incentivare i consumi, e quindi creare nuovi posti di lavoro, gli investitori potranno essere agevolati con condizioni e leggi adeguate, affinché siano fatti per il mercato interno e lo sviluppo, i criteri d'agevolazione dovranno tener conto di alcuni parametri di salvaguardia, al fine di evitare speculazioni truffaldine. Tutte le normative in essere, vedi: studi di settore, redditometro e quant'altro, dovranno essere aboliti, in quanto non hanno sortito alcun beneficio sino ad ora. Applicare i principi Costituzionali, vedi: Art 53, dovrà essere una priorità per la certezza del reddito, e non tassare il cittadino su un presunto incasso, come oggi.

Agli immobili di proprietà pubblica, dati in affitto ad uso residenziale, applicare il contratto affitto/riscatto, con questo sistema eviteremmo spese e oneri ai vari enti pubblici. Per gli immobili ad uso commerciale/industriale, se questi sono sfitti, pagheranno una percentuale, da definire, sul valore reale di mercato. Se invece, i medesimi, venissero utilizzati per la produzione o per il commercio, agli stessi non verrà applicata nessuna imposta, se non al momento della vendita. Qualora ci fossero delle difficoltà oggettive di mercato, bisogna agevolare i cambiamenti d'uso, al fine di renderli produttivi. Per le restanti tassazioni, qualora servissero, necessitano di una approfondita analisi, tenendo conto dell'uso e del beneficio.

ESEMPI DI DEDUZIONE DEL 40%

  • Acquisto di una merce: IMP. Euro 100,00 + IVA 22% Euro 22,00 = Totale Fattura: Euro 122,00

  • Deduzione 40% su € 100,00: Euro 40,00

  • Imponibile a tassazione: Euro 60,00

  • Tassazione media 23%: Euro 13,80

  • Risparmio Famiglia: Euro 8,20

Incasso per lo Stato:

  • Imposta 30% sui 100,00 = Euro 30,00

  • Imposta 23% su 60,00 = Euro 13,80

  • Iva 22% su 100,00 = Euro 22,00

  • Totale: Euro 65,80

  • Rientro evasione del 40% su 120 Miliardi di Euro, stima per difetto pari a 48 Miliardi di Euro all'anno.

Paga Operaio 5° Livello (Situazione odierna esemplificativa)

  • Lordo dipendente 1.139,29 mensile x 14 mesi = 15.950,06

  • INPS dipendente 108,12 mensile x 14 mesi = 1.513,68

  • Imponibile lordo a tassazione = 14.436,38

  • IRPEF 23% = 3.320,36

  • Deduzioni dipendente circa 100,00 variabile = 1.200,00

  • Tasse sulla busta paga a carico del dipendente = 2.120,36

  • Netto Dipendente = 12.316,02 diviso 12 mesi = 1.025,33 (Senza vari conguagli).

SITUAZIONE PROSPETTATA - PAGA OPERAIO 5° LIVELLO CON IL NUOVO SISTEMA

  • Lordo dipendente 1.139,29 mensile x 14 mesi = 15.950,06

  • INPS dipendente 108,12 mensile x 14 mesi = 1.513,68

  • Imponibile Lordo = 14.436,38

  • Reddito = 14.436,38 - Spesa = 10.000,00 (Saldo = 4.436,38)

  • Oneri non tassati 40% (su 10.000) = 4.000,00

  • Imponibile a tassazione: Euro 14.436,38 - 4.000,00 = Euro 10.436,38

  • Aliquota del 5%: Euro 521,81

  • Netto annuo: Euro 14.436,38 - 521,81 = Euro 13.914,57

  • Diviso 12 mesi = Euro 1.159,54

  • Differenza in positivo a favore del lavoratore: Euro 133,21.

CALCOLO PER UN'IMPRESA DI PRODUZIONE CON 5 ADDETTI (Situazione attuale)

  • Costo annuo dipendente Euro 23.804,16 x 5 = Euro 119.020,80

  • Fatturato imponibile Euro 300.000,00 + IVA 22% Euro 66.000,00 = Totale Euro 366.000,00

  • Imponibile Lordo Euro 300.000,00 - Costo Dipendenti Euro 119.020,00 = Totale Euro 180.979,20

  • Costi per la produzione (materia prima, utenze, consulenti, oneri): Euro 153.832,32

  • Deduzione/detrazione possibile circa il 50%: Euro 76.916,16

  • Netto meno manodopera: Euro 180.979,20 - Costi deducibili Euro 76.916,16 = Euro 104.053,04

  • IRAP Euro 4.415,80 -> Imponibile soggetto a tassazione Euro 108.478,84

  • Tasse applicate 43% Euro 46.645,90

  • Reddito presunto Euro 61.832,94 (+ oneri non deducibili + Irap) = Euro 81.331,96

  • Differenza negativa Euro 19.499,02.

SITUAZIONE PROSPETTATA - CALCOLO CON IL NUOVO SISTEMA (Impresa 5 addetti)

  • Imponibile Lordo Euro 300.000,00 - Costo dipendenti Euro 119.020,80 = Euro 180.979,20

  • Totale costi Euro 153.832,32

  • Netto: Euro 180.979,24 - Costi Euro 153.832,32 = Euro 27.146,88

  • Meno IRAP Euro 4.415,80 = Imponibile soggetto a tassazione Euro 22.731,08

  • Applicazione massima 33%: Euro 7.501,25

  • Totale netto (Reddito Reale POSITIVO): Euro 15.229,83.

Differenze: Nella situazione odierna il bilancio aziendale mostra un segno negativo per il P.I.L.; con il sistema ipotizzato, il differenziale sarebbe in positivo di Euro 4.269,19 per ogni azienda tipo. Riformulando il sistema fiscale, potremmo avere un P.I.L. in positivo. Inoltre, se gli stipendi statali venissero pagati e calcolati al netto più gli oneri sociali, lo Stato risparmierebbe subito circa il 25% dei costi.

SINTESI IN PUNTI:

  1. Passare da un sistema impositivo ad un sistema di deduzione.

  2. Dare la possibilità ad ogni cittadino o soggetto giuridico di dedurre dal proprio imponibile lordo il 40% delle spese certificate (privati, aziende, professionisti, partite IVA).

  3. Tasse non deducibili a deducibili.

  4. Ricostituzione delle Esattorie Locali, usufruendo del personale dall’Agenzia di Riscossione.

  5. Blocco dall’Agenzia di Riscossione per anni due, riformulazione delle cartelle in essere (10 anni, imponibile + interessi legali).

  6. Pagamento dell'I.V.A. al momento dell'incasso avvenuto, certificato da un Istituto Bancario.

  7. Riformulazione e semplificazione della dichiarazione dei redditi.

  8. Messa in mora degli enti non paganti; superamento del patto di stabilità per gli enti virtuosi.

  9. Riforma dell'apparato pubblico con calmieramento del numero dei dipendenti e trasferimenti necessari.

Tale proposta fu presentata al Senato della Repubblica Italiana nell’anno 2015.

Acireale, 03 Dicembre 2025. Il Segretario Nazionale Del Comitato Popolare Costituente

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