Lettera Aperta per richiesta chiarimenti sulla gestione risorse per l'emergenza Ciclone Harry
Noi non siamo amanti delle "Passerelle per raccogliere consensi... e visibilità", e come diciamo dalle nostre parti "passato il Santo finisce la festa". Il CPC lavora in silenzio per dare un aiuto al popolo. Non occorrono le parole, ma i fatti. Non occorrono le richieste, solamente, ma anche le proposte. Ciò che posto è frutto di un inizio di lavori che stiamo attenzionando. Aiutateci ad Aiutarvi!
PARTITO
2/2/20264 min read
Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica presidente@pec.governo.it
e.p.c
Spettabile Presidenza del Consiglio dei Ministri prezidenza@pec.governo.it
Spettabile Dipartimento Protezione Civile Nazionale protezionecivile@pec.governo.it
Spettabile Presidenza Regione Siciliana presidente@certmail.regione.sicilia.it
Spettabile Presidenza Regione Calabria
Spettabile Presidenza Regione Sardegna
Spettabile Prefetture di Messina
Spettabile Prefettura di Catania
Spettabile Prefettura di Siracusa
Oggetto: Richiesta di chiarimenti urgenti sulla gestione delle risorse per l'emergenza Ciclone Harry - Il popolo chiede trasparenza
CHI SIAMO
Il Comitato Popolare Costituente è un partito politico che vuole rappresentare e tutelare i cittadini, commercianti, pescatori, artigiani e lavoratori colpiti dal Ciclone Harry che hanno perso le proprie case, le proprie barche, le proprie attrezzature da lavoro, le proprie auto, commercianti che hanno visto distruggere le proprie attività e il lavoro di una vita, lavoratori rimasti senza mezzi di sostentamento. Siamo la voce di chi subisce le conseguenze della catastrofe e ha il diritto di sapere come intendete procedere, le somme che investirete e come verranno utilizzate le risorse pubbliche per la ricostruzione.
PREMESSA
Il ciclone Harry, evento meteorologico eccezionale definito "secolare" dalla Protezione Civile nazionale, ha colpito con violenza devastante la Sicilia orientale, la costa ionica calabrese e la Sardegna meridionale tra il 17 e il 18 gennaio 2026. I danni sono di portata straordinaria: oltre un miliardo di euro complessivo, con più di mezzo miliardo solo per la Sicilia. Strade distrutte, abitazioni sventrate, linee ferroviarie interrotte, interi centri abitati invasi dal mare.
Migliaia di famiglie sono rimaste senza casa, attività economiche annientate, infrastrutture pubbliche gravemente compromesse. Riconosciamo che il sistema di allerta ha funzionato, evitando vittime. Tuttavia, la devastazione materiale richiede ora un intervento istituzionale rapido, trasparente ed efficace. E noi cittadini abbiamo il diritto-dovere di vigilare affinché le risorse pubbliche vengano gestite nell'interesse della collettività.
IL CASO DI NISCEMI (CL) Tra i territori maggiormente colpiti, una particolare attenzione va rivolta al Comune di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, dove il Ciclone Harry ha aggravato una situazione già fragile sotto il profilo socio-economico e infrastrutturale. Le notizie che giungono dal territorio segnalano danni significativi ad abitazioni, attività produttive e infrastrutture locali, con famiglie e piccoli operatori economici in grave difficoltà. Per questi motivi chiediamo che Niscemi sia espressamente inserita tra le aree prioritarie nei piani di ricognizione dei danni, nella perimetrazione degli interventi e nell’assegnazione dei ristori, prevedendo forme di sostegno dedicate e un confronto diretto con l’amministrazione comunale e i comitati civici del territorio.
LE NOSTRE RICHIESTE ALLE ISTITUZIONI
In quanto movimento politico vicino al popolo sovrano, cittadini direttamente colpiti e contribuenti, chiediamo risposte chiare e verificabili:
AL GOVERNO NAZIONALE Stanziamenti e tempistiche:
Quali sono i tempi esatti per l’erogazione delle risorse già stanziate e di quelle ulteriori che intendete prevedere? I cittadini non possono aspettare mesi nell’incertezza.
Quando saranno resi disponibili eventuali fondi straordinari aggiuntivi per i territori colpiti?
Applicazione della Legge 40/2025: come sarà coordinata a livello nazionale l’applicazione della nuova legge che disciplina la fase di ricostruzione post-calamità? Chi controllerà che venga applicata correttamente?
Nomina del Commissario: chi sarà designato come commissario straordinario per la gestione dell’emergenza? Con quali poteri e, soprattutto, con quali garanzie di trasparenza verso i cittadini? Chiediamo che nel team del commissario sia prevista la partecipazione di rappresentanti dei comitati civici e di tutte le categorie interessate.
Criteri di risarcimento: quali parametri verranno utilizzati per la perimetrazione dei danni e l’assegnazione dei risarcimenti? Saranno pubblici e contestabili? Chi potrà fare ricorso in caso di valutazioni ritenute ingiuste?
ALLA REGIONE SICILIANA (E ALLE ALTRE REGIONI COINVOLTE)
Gestione dei 70/90 milioni: da voci non confermate, sembra che la Regione Siciliana abbia stanziato 70/90 milioni di euro. Chiediamo un piano dettagliato, pubblico e accessibile a tutti.
Piano di priorità: qual è la tabella di marcia dettagliata degli interventi? Chi decide le priorità e sulla base di quali criteri? I cittadini devono poter partecipare a queste scelte.
Prevenzione futura: quale piano strategico di adattamento climatico e prevenzione del rischio idrogeologico verrà implementato? Non vogliamo che tra qualche anno si ripeta la stessa tragedia per mancanza di prevenzione.
Stop alla speculazione: quali garanzie ci sono che i fondi per la ricostruzione non finiscano in appalti gonfiati, sprechi o clientelismi? Vogliamo controlli rigorosi e sanzioni severe per chi tenta di speculare sulla disgrazia.
AI COMUNI COLPITI
Trasparenza locale: ogni euro ricevuto e speso deve essere tracciato e pubblicato online. I cittadini devono poter verificare in tempo reale dove vanno i soldi pubblici.
Partecipazione popolare: non accettiamo decisioni prese a porte chiuse. Chiediamo assemblee pubbliche periodiche dove i cittadini possano esprimere priorità e verificare lo stato dei lavori.
Supporto immediato: molte famiglie sono ancora in condizioni di emergenza abitativa. Quali misure concrete, non promesse, sono già operative? Quando riceveranno assistenza?
LE NOSTRE PROPOSTE DAL BASSO
1. TRASPARENZA E CONTROLLO POPOLARE
Portale pubblico obbligatorio con tutti i dati su fondi, appalti, forniture e pagamenti, aggiornato settimanalmente.
Comitati di Controllo Civico in ogni comune, con potere di accesso agli atti e di segnalazione agli organi di controllo.
Report pubblici trimestrali con rendicontazione dettagliata delle spese e stato avanzamento lavori.
Assemblee popolari mensili obbligatorie con amministratori e tecnici per informare i cittadini.
2. PRIORITÀ DETTATE DAI BISOGNI REALI
Fase 1 – EMERGENZA ABITATIVA E SOCIALE (0–3 mesi)
Sistemazione dignitosa e definitiva delle famiglie sfollate (no alberghi a tempo indeterminato).
Contributi immediati per l’autonoma sistemazione.
Ripristino servizi essenziali: acqua, energia, fognature.
Supporto psicologico gratuito alle famiglie traumatizzate.
Fase 2 – INFRASTRUTTURE E SICUREZZA (3–12 mesi)
Messa in sicurezza del territorio (consolidamento, drenaggi, difese).
Ricostruzione strade e collegamenti (priorità alle arterie che isolano interi paesi).
Ripristino scuole e servizi sanitari.
Bonifica e rimozione detriti.
Fase 3 – RICOSTRUZIONE E RIPRESA (6–24 mesi)
Ricostruzione abitazioni con criteri antisismici e anti-alluvione.
Sostegno concreto alle attività economiche (non solo prestiti, ma contributi a fondo perduto).
Opere di prevenzione permanenti.
3. GARANZIE CONTRO SPRECHI E CORRUZIONI
Appalti trasparenti: gare pubbliche con pubblicazione integrale di tutti i documenti.
Prezzi calmierati: tariffe massime per i lavori, no a speculazioni sui materiali.
Divieto di subappalti a catena: massimo un livello di subappalto.
Controlli incrociati: verifiche da parte di Corte dei Conti, Prefetture, Comitati civici.
Segnalazione di illeciti protetto: canali anonimi per segnalare irregolarità senza ritorsioni.
4. PREVENZIONE: MAI PIÙ IMPREPARATI
Piano strutturale di difesa del territorio con coinvolgimento di università ed esperti indipendenti.
Vincoli edilizi severi nelle zone a rischio.
Sistema di allerta capillare fino alle singole famiglie.
Esercitazioni di evacuazione periodiche.
Investimenti in infrastrutture verdi (non solo cemento).
5. RICHIESTA DI INCONTRO PUBBLICO
Il Comitato Popolare Costituente richiede formalmente un incontro pubblico con:
Il Presidente della Regione Siciliana
I Prefetti delle province interessate
I Sindaci dei Comuni maggiormente colpiti
I rappresentanti della Protezione Civile Nazionale e Regionale
I rappresentanti dei Ministeri competenti
L’incontro dovrà:
svolgersi entro 15 giorni dalla pubblicazione del presente comunicato;
essere pubblico e trasmesso in streaming;
prevedere spazio per le domande dei cittadini;
produrre verbali pubblici con gli impegni assunti.
In caso di mancata risposta entro i termini, il Comitato si riserva di organizzare manifestazioni pubbliche e azioni legali per ottenere le risposte dovute. La ricostruzione non può essere un affare tra politici, burocrati e imprese. Deve essere un processo democratico e partecipato. I soldi sono pubblici, le scelte devono essere pubbliche.
Acireale, Sede Nazionale
Firmato Il Segretario Nazionale Mauro Biolcati


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